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Mi chiamo Antonella, sono una donna, imprenditrice e neo mamma di Emanuele Tito…
per ora riesco a tenere tutte queste cose insieme!

Scrivo innanzitutto per ringraziarvi di aver creato Baby Pit Stoppers, è un’idea brillante,
che mi ha conquistata.

Vi ho scoperto grazie a un Baby Pit Stop qui dove vivo. Da quel giorno la vostra app è nostra compagna fedele, presente durante tutte le nostre passeggiate nelle diverse città (anche noi amiamo farle!).

Sono stata una di quelle donne che da incinta odiava farsi chiamare “mamma” e che non tollerava la rappresentazione della “dolce attesa”, che per me è stata amara,
sconvolgente, violenta ma anche catartica. (Ora, inutile dirlo, sono innamorata del mio bambino!).

I primi due mesi di vita con Emanuele sono stati durissimi, ho avuto molta difficoltà con l’allattamento, per cui non mi sentivo a mio agio ad uscire, cercavo sempre di essere a
casa per allattare, con il risultato che il mio unico svago era fare la spesa sotto casa… non molto edificante per me, che prima di partorire restavo a casa massimo due ore al giorno!

Quando il mio bambino ha raggiunto i 4 mesi, sono uscita da quel buco nero in cui ero finita e ho smesso di sentirmi abbandonata.

Credo che la mia storia sia quella di tantissime altre donne, e sono convinta non si parli abbastanza del lato oscuro della maternità.

Il vostro progetto è molto importante proprio perché non ignora il fatto che io voglia allattare in un posto in cui mi possa sentire a mio agio, non ignora il fatto che cambiare il
mio bimbo su un fasciatoio sia più comodo che tenendolo in braccio con l’aiuto di qualcuno, non ignora il mio disagio quando mi dicono che per il passeggino mi dispiace ma non c’è posto.

Non ignora le esigenze di una mamma (o di chiunque si prenda cura del bebè) e di un bambino che vogliono fare una vita normale.
(Mi sembra anzi che queste esigenze vengano prese in considerazione solo quando si intravede un profitto).

Vi faccio un grande in bocca al lupo!